TNG – L’incontro informale per giovani kinkster

Il TNG prende il nome dal telefilm Star Trek – The Next Generation e in questo contesto intendiamo The Next Generation of Kinksters, ovvero quei giovani tra i 18 e i 35 anni che si avvicinano al mondo BDSM.

Federico è uno dei tre organizzatori del TNG Milano, uno dei primi TNG nati in Italia.
I TNG sono a tutti gli effetti dei munch. Come abbiamo visto, un munch è un incontro informale in cui le persone che praticano BDSM o che ne sono curiose possono incontrarsi e conoscersi al di fuori di play party e feste.

Chi sei? Presentati!

Federico, 30 anni, nato e cresciuto a Milano, kinkster, bisessuale, poliamoroso, sposato, co-organizzatore del TNG Milano.

Quando e come hai iniziato a frequentare il TNG Milano?

Settembre del 2013, primo munch TNG Milano dopo che era stato lanciato come spin off del Munch, sono arrivato puntualissimo alle sette e mezza con la mia compagna, eravamo i primi ed eravamo talmente puntuali che gli organizzatori di allora non avevano ancora fatto in tempo a sedersi sui divanetti. Tempo qualche anno e ne sarei diventato uno degli organizzatori.

A chi è rivolto il TNG?

La risposta di default, che si trova sul sito e sui nostri canali social è: “a tutte le persone tra i 18 e i 35 anni che vogliono avvicinarsi al mondo del BDSM”. 

A questa aggiungo che il target che ci interessa di più raccogliere sono soprattutto i giovani che si affacciano al BDSM per la prima volta, perché sono quelli a cui può servire di più la presenza della comunità, sia per scoprire di non essere soli nelle loro perversioni, sia per fare domande, togliersi dubbi e conoscere altri kinkster. 

Quali sono gli obiettivi di un TNG?

L’obiettivo principale è appunto di far sapere ai giovani kinkster che non sono da soli, far conoscere tra di loro persone con un grande interesse comune. Un altro importante obiettivo è far girare la conoscenza, il BDSM è bello quando è fatto bene in modo consensuale e sicuro, quindi è importante far sapere alle persone come divertirsi senza farsi male. Cioè, facendosi male in modo sicuro. Poi per chi frequenta l’aperitivo da anni è anche un modo per vedersi periodicamente con gli amici, fare due chiacchiere a organizzarsi per giocare a play party o feste private.

Che cosa significa essere un organizzatore di un TNG?

Organizzare significa prima di tutto cercare e trovare un locale che assicuri la disponibilità tutti i mesi per una cinquantina di persone. Accogliere i nuovi arrivati e aiutarli a rompere il ghiaccio, metterli a loro agio. Poi c’è da raccogliere segnalazioni di qualsiasi tipo e tenere gli occhi aperti nel caso capitino eventuali persone che si comportano in modo inappropriato o fastidioso. Negli ultimi mesi abbiamo cercato anche di creare una community anche al di fuori degli aperitivi con presenza sui social e un canale telegram dove chiacchierare tra un appuntamento e l’altro.

C’è un evento in particolare, legato al TNG, che ti ha cambiato la vita o ti ha fatto riflettere su argomenti per te importanti? Se sì ce lo racconti? (Vale anche “ho un sacco di amici fighi”)

Sono arrivato al TNG come un ragazzino etero e monogamo che consumava un sacco di porno BDSM e che aveva proposto alla propria fidanzata di provare a giocare e, dopo un po’ di mesi, di andare a vedere questo aperitivo per provare a conoscere qualcuno con cui parlare e confrontarci.

Ora, dopo sei anni, posso dire che al TNG ho conosciuto amici, play partner, una fidanzata, e soprattutto ho sperimentato, esplorato, fatto cadere tabù, mi sono divertito. In generale questa comunità è diventata con gli anni un elemento centrale della mia vita sociale.

Qual è stato e quale pensi sarà il contributo del TNG per le persone che vi partecipano?

La prima cosa, la più importante, è scoprire che non si è da soli ad avere desideri sessuali diversi da quelli mainstream e scoprire che gli altri “pervertiti” non sono mostri strani ma sono persone come qualsiasi.

Poi è utile sia per confrontarsi sulle rispettive esperienze e scoprire cose nuove sia per conoscere potenziali play partner, persone con cui provare a fare quello che hai sognato di fare per anni nascosto nella penombra della tua cameretta.

Come ti vedi e come vedi la scena tra 10 anni?

La scena nello specifico spero un po’ più varia e non dominata così tanto dalle corde, non che il bondage non piaccia, anzi, ma in questo momento la fa da padrona soffocando un po’ tutto il ventaglio di perversioni, fetish e kinks.

Poi la grande speranza è che la società diventi più sex-positive in generale e che questo abbia ricadute anche su una maggiore conoscenza e accettazione delle sessualità non convenzionali. Questo ci farebbe allargare un po’ fuori dalla nicchia dei soli kinkster hardcore, come succede per esempio nelle realtà di San Francisco o Berlino. A Milano si sa che siamo un po’ pali in culo, la speranza è di sostituire un po’ di pali con dei plug.

N.d.r.: Ormai la maggior parte delle grandi città italiane ha il suo TNG. Per scoprire qual è il TNG più vicino a te scrivimi in privato su FB o Instagram!

5 cose da fare per avvicinarsi al BDSM

Una delle domande che abbiamo sentito più spesso in questi anni è: “Che cosa suggeriresti a una persona che è interessata al BDSM ma non sa da dove cominciare?” Abbiamo pensato ti mettere le risposte qui, nero su bianco, consigliando 5 cose da fare per avvicinarsi al BDSM.

1. Keep calm and don’t panic!

5 cose da fare per avvicinarsi al BDSM
5 cose da fare per avvicinarsi al BDSM

Hai scoperto di avere degli interessi che le persone intorno a te potrebbero trovare strani? Pensi di avere delle pulsioni sbagliate? Ti senti a disagio con i tuoi desideri? È un’esperienza comune. La maggior parte delle persone che frequenta la scena kinky ha fatto queste riflessioni. Non aver paura, la tua curiosità è legittima e, se hai un po’ di timore, puoi iniziare a fare le tue ricerche anche senza esporti.

2. Internet ti può aiutare.

Bene! Se sei qui e leggi questi consigli vuol dire che hai già iniziato la tua esplorazione. Va’ avanti così! Internet è una fonte inesauribile di sapere. Fa’ attenzione! Non è detto che tutto ciò che trovi sia corretto o attendibile. Anche nel BDSM puoi trovare delle fake news. Come fare a non prendere cantonate? Leggi i prossimi punti.

3. You are not alone – Cerca una community online.

I social network hanno diffusione capillare nella vita di chiunque, con i pro e i contro che questo comporta. Per trovare dei gruppi in cui confrontarti basta cercare sulle piattaforme che usi già, vedrai che senza dubbio qualcosa salterà fuori. Comincia a dialogare con le persone che hanno i tuoi stessi interessi, probabilmente sapranno indirizzarti verso gruppi di discussione specifici in cui potrai porre le tue domande e condividere i contenuti che hai trovato online per avere un confronto.

Proprio perché i social di uso quotidiano sono così comuni non ti assicurano il grado di controllo della privacy che magari vorresti. Per questo esiste un social network specifico utilizzato da milioni di kinkster (8,284,351 persone nel momento in cui scriviamo). Si chiama Fetlife. Puoi creare un account e decidere chi può vedere i tuoi contenuti (e puoi pubblicare anche foto di capezzoli!). Qui puoi trovare persone con cui chiacchierare. Ci sono anche gruppi italiani, e una fantastica sezione eventi che ti dirà quali sono quelli in programma più vicini a te.

4. Cerca una community dal vivo.

Vuoi uscire dalla tua comfort zone? Tastiera e schermo non bastano più a soddisfare la tua curiosità? È giunto il momento di buttarti nella mischia! Niente paura, non ti stiamo mandando al tuo primo party nel primo scantinato che trovi. Nelle più grandi città d’Italia, ormai in quasi tutte le regioni, esistono delle community che organizzano eventi in cui è possibile conoscersi e incontrarsi senza la pressione del gioco. Munch, aperitivi, TNG, cene, eventi informali di ogni tipo ti aiuteranno a trovare persone reali e non solo nick name, volti e non solo immagini del profilo, con cui chiacchierare delle tue passioni senza il peso del pregiudizio.

5. Chi va piano va sano e va lontano.

Pensi sia il caso di passare dalle parole ai fatti? Buon per te! Hai capito che cosa potrebbe interessarti, che cosa vorresti provare? Hai trovato qualcuno con cui farlo? Vi siete conosciuti dal vivo o avete solo chattato? Se non vi siete mai incontrati potrebbe essere carino farlo, magari in un luogo neutrale per entrambi, come un munch o un aperitivo qualsiasi. Così se per caso non dovesse scattare la scintilla potete comunque passare una serata piacevole e senza imbarazzo.

Se la persona con cui vuoi giocare fa già parte della scena kinky puoi chiedere referenze a chi la conosce o ci ha già giocato. In ogni caso il consiglio migliore che possiamo darti è questo: usa il buonsenso. Gioca con una persona di cui ti fidi e che si fida di te, avvisala se ci sono problemi di qualunque tipo, cura la comunicazione (verbale e non) prima, durante e dopo la sessione. Detto questo non resta che augurarti una buona esplorazione e buon divertimento!

L’articolo “5 cose da fare per avvicinarsi al BDSM” è stato realizzato dallo staff del TNG Torino: Alithia Maltese, Otello Otmi e Stefano Marduk.

Se non conosci alcuni dei termini utilizzati in questo articolo puoi consultare il Dizionario minimo del BDSM.

Dizionario minimo del BDSM

Pratiche BDSM e termini usati correntemente nell’ambiente con una piccola spiegazione. Pensato soprattutto per chi si sta avvicinando al BDSM e ha voglia di curiosare un po’.
Realizzato in collaborazione con Vazkor.

  • 24/7: una relazione in cui i protocolli sono in atto costantemente.
  • ABDL: Adult Baby Diaper Lover, un sottoinsieme di una relazione DDLG.
  • Aftercare: il tempo dopo una scena BDSM o una sessione di gioco in cui i partecipanti tornano lentamente in contatto con la realtà. A seconda della pratica svolta l’aftercare può avere diverse forme, per esempio può prevedere delle coccole, una verifica sullo stato psicofisico del bottom, il confronto tra top e bottom sulle proprie emozioni e sensazioni durante il gioco.
  • Age play: gioco di ruolo in cui almeno uno dei partecipanti finge di avere un’età differente dalla propria.
  • Auctioned off / Venduto all’asta: il top mette all’asta il bottom e lo assegna al miglior offerente (di solito per pratiche di gioco, comunque sotto la supervisione del top).
  • Bad Pain / Dolore cattivo: in molte pratiche BDSM è prevista una certa dose di dolore e top e bottom ne sono consapevoli. All’interno del gioco il top può verificare se questo livello di dolore è piacevole o almeno sopportabile per il bottom. Il dolore cattivo è un dolore al di fuori dei limiti, non controllato, non desiderato, spiacevole. L’idea di dolore cattivo è collegato anche a quel dolore causato da lesioni non volute.
  • Bastinado: l’atto di frustare i piedi del bottom, di solito il bottom è legato per limitare il movimento mentre la tortura viene inflitta. Fa parte dell’impact play.
  • BDSM: Bondage / Discipline, Dominazione/ Sottomissione, Sadismo / Masochismo: un acronimo combinato spesso usato come termine ombrello per riferirsi alla totalità delle pratiche di gioco.
  • Bondage: immobilizzazione fisica di un partner. 
  • Bottom: all’interno di una scena è la persona che riceve la sensazione fisica dal top, che cede il controllo al top.
  • Brat: una persona sottomessa o bottom a cui piace provocare la persona dominante o top con comportamenti sfacciati o facendo capricci.
  • Breast Bondage / Legatura del seno: l’atto di legare il seno in modo che sia o appiattito contro il torace o in modo che venga messo in risalto.
  • Breast Torture: tortura del seno.
  • Breath Play / Controllo del respiro: il top limita la possibilità di respirare del bottom.
  • Castità: una forma di negazione sessuale o negazione dell’orgasmo per cui a una persona viene impedito l’accesso o la stimolazione dei propri genitali. Per questa pratica a volte vengono utilizzati dei dispositivi (come la cintura di castità o la cock cage) che isolano la zona. Sarà il top a decidere quando utilizzare o quando smettere di utilizzare questi dispositivi.
  • Cock and ball torture (CBT): tortura dei genitali maschili.
Collaring
  • Collarata/o: sottomessa/o o schiava/o di proprietà di un/a dominante.
  • Collaring / Collarare: l’accettazione formale da parte di una persona dominante del servizio di una persona sottomessa o la “proprietà” di un pet da parte di un master / una mistress o un trainer. 
  • Consenso: accordo reciproco sui termini di una scena o relazione BDSM in corso.
  • Consensual non-consent: un accordo reciproco secondo cui entro limiti definiti, la violazione del consenso diventa parte della scena stessa, per esempio imitando uno stupro. In quanto tale, è una dimostrazione di fiducia e comprensione e di solito è intrapreso solo da partner che si conoscono bene o che concordano in altro modo di stabilire chiari limiti di sicurezza nelle loro attività.
  • Contratto: un accordo scritto tra la persona dominante e la persona sottomessa. Può essere formale o no, di solito è scritto dopo una negoziazione tra le parti, delineando quale struttura, linee guida, regole e confini del rapporto sono concordati dai due.
  • D / s o Dominazione / sottomissione: gioco o relazioni che implicano uno scambio di potere.
  • DDLG: Daddy Dom / Little Girl, un sottoinsieme di dominazione e sottomissione. Il nome di questa pratica si riferisce alla relazione educativa tra genitore / figlio o insegnante / studente.
  • DM: Dungeon Monitor, una persona che supervisiona le interazioni tra i partecipanti a un play party o nei dungeon per far rispettare le regole dell’evento / del luogo, in sostanza, il buttafuori di un evento BDSM. A volte giocano anche, per invogliare i partecipanti della festa a fare lo stesso.
  • Dominante (Dom al maschile, Domme al femminile): persona che esercita il controllo.
  • Drop: una sensazione di leggera depressione che arriva dopo una scena, una festa, una convention o una conferenza. Generalmente causato dalla rimozione di stimoli positivi e dalle endorfine prodotte dal gioco o dall’essere circondati da altri all’interno della comunità. Può succedere ai kinkster di qualsiasi ruolo.
  • Dungeon: di solito si riferisce a una stanza o area con attrezzature BDSM e spazio di gioco.
  • Edge-play: attività caratterizzate dallo spingersi ai limiti del bottom o oltre i limiti del bottom. Poiché la definizione di edge-play è soggettiva (ciò che è rischioso e oltre i limiti per me potrebbe non essere così rischioso e oltre i limiti per te), non esiste un elenco universale di ciò che è incluso nell’edge-play. Tuttavia, ci sono alcune forme di gioco che, essendo potenzialmente più rischiose di altre, vengono considerate comunque edg-eplay tra cui fire-play, breath-play, blood-play e age-play.
  • Electroplay: la pratica di utilizzare la stimolazione elettrica usando una fonte di energia (come una TENS, EMS, violet wand o unità create per il gioco).
  • Erotic sexual denial / Negazione sessuale erotica: mantenere un’altra persona eccitata mentre si ritarda o si impedisce l’orgasmo, perché l’altra persona sia in uno stato continuo di tensione e sensibilità aumentata (vedi anche tease and denial e castità).
  • Fantasia di stupro: la fantasia di infliggere o essere vittima di un atto di stupro.la violazione del consenso diventa parte della scena stessa, ad esempio imitando uno stupro
Fetish
  • Feticismo: una specifica ossessione o interesse per un oggetto o esperienza.
  • Figging: la pratica di inserire un pezzo di radice di zenzero nell’ano o nella vagina.
  • Fire play: utilizzo del fuoco come strumento nel BDSM. Questo può significare soffiare il calore di una torcia sul bottom, accendere il petrolio sulla pelle del bottom, accendere il cotton flash sul bottom e altri usi creativi del calore. La coppettazione è di solito considerata una derivazione del fire play, anche se in realtà è più vicina all’uso di clip e morsetti. Di solito considerato edgeplay.
  • Fisting: inserimento di una mano nella vagina o nel retto.
  • Genitorture: tortura dei genitali.
  • Gioco di ruolo K-9: pet play in cui l’animale interpretato è un cane.
  • Golden Shower / Doccia dorata: urinare addosso a qualcuno o ricevere urina addosso da un’altra persona.
  • Good pain / Dolore buono: in molte pratiche BDSM è prevista una certa dose di dolore e top e bottom ne sono consapevoli. All’interno del gioco il top può verificare se questo livello di dolore è piacevole o almeno sopportabile per il bottom. Il dolore buono è quindi un dolore reciprocamente concordato, ricercato o permesso dal partner sottomesso e percepito positivamente.
  • Gorean: sottogenere basato sui rituali e sulle pratiche creati nel mondo di Gor nei romanzi erotici di John Norman. La cultura goreana si basa su ruoli stereotipati di genere considerati da molti in conflitto con il BDSM, nel quale esiste la libertà per entrambi i sessi di giocare in qualsiasi ruolo (maschio / femmina come dom / sub o alto / basso).
  • Handkerchief codes / Codici fazzoletto: segni visibili (tramite un fazzoletto o una bandana) per indicare agli altri la tua area di interesse BDSM; un colore indossato a sinistra indica un ruolo da top, a destra indica un ruolo da bottom. Il colore dipende dalla pratica per cui si sta dichiarando il proprio ruolo.
  • Hard limit: ciò che qualcuno non farà assolutamente; non negoziabile (al contrario di “soft limit”).
  • Harem: un gruppo di persone sottomesse che servono una o più persone dominanti.
  • Hogtie: legare i polsi e le caviglie di un bottom, fissandoli insieme dietro la schiena usando vincoli fisici come corde o polsini.
Impact play
  • Impact play: fa parte del sensation play, che si fa con strumenti come fruste, frustini da equitazione, cane, ecc.
  • Kinbaku: noto anche come Shibari, è uno stile giapponese di bondage che implica legare il bottom usando le corde. Per un approfondimento si consiglia la lettura dell’articolo di Nuit de Tokyo, in traduzione italiana qui https://www.ropetales.it/shibari-vs-kinbaku/ 
  • Knife Play: gioco con i coltelli. Con l’utilizzo delle varie parti del coltello si gioca sulla pelle del bottom, di solito senza tagliarla. 
  • Limite: il punto fin cui una persona è disposta ad arrivare e le pratiche che è disposta a provare.
  • Masochismo: atto di ricevere dolore per piacere.
  • Masochista: persona a cui piace il dolore.
  • Master o Mistress / slave: una relazione consensuale in cui una persona esercita il controllo (il Master o la Mistress) quando gli viene concesso da un altra persona (la / lo slave) per reciproco vantaggio. Una forma estrema di D / s che di solito comporta una relazione 24/7 e non un breve periodo di tempo. La /lo slave di solito accetta un collare dal proprio Master / Mistress per dimostrare la sua appartenenza.
  • MDLB: Mommy Domme / Little Boy, la versione femminile di DDLG, un sottoinsieme di dominanza e sottomissione. Può o meno coinvolgere l’age play, il nome si riferisce alla relazione educativa tra genitore / figlio o insegnante / studente.
  • Mummificazione: immobilizzazione del corpo che può essere avvolto con materiali differenti. La respirazione e altre misure di sicurezza devono essere adeguatamente curate, spesso lasciando uno spazio libero per il viso (o almeno la bocca e il naso). Anche la temperatura corporea (mantenuta in parte dai movimenti) può essere influenzata, quindi un ambiente caldo e un aftercare adeguato possono essere importanti. La mummificazione viene spesso utilizzata per incrementare la sensazione di totale impotenza fisica.
  • Munch: un incontro informale tra persone interessate al BDSM in un ambiente diverso da quello del play party. Non è previsto un dresscode. Il gioco è vietato.
  • Needle play: piercing temporaneo fatto con aghi sterili di vari calibri, di solito solo per la durata di una scena.
  • Nose torture: forma di tortura che spesso coinvolge ganci nasali per deformare i viso.
  • OTK: (Over The Knee) spanking in cui il bottom sta sulle ginocchia del top.
  • Painslut: una persona a cui piace ricevere un forte grado di dolore ma che può o meno godere della sottomissione.
  • Pegging: pratica sessuale in cui una donna penetra nell’ano di un uomo con un dildo strap-on.
  • Pet-play: il bottom si comporta come un cucciolo. Abbaia, piagnucola, mangia da una scodella, ecc. Questa pratica si concentra sullo spazio mentale di bottom / cucciolo e il dominio completo del suo trainer / master / mistress.
  • Play party: un evento BDSM che coinvolge molte persone impegnate in scene.
Plug
  • Plug anale: molto simile a un dildo, ma spesso a forma di pera con base svasata. La base svasata impedisce la perdita del plug nella cavità anale, la forma a pera aiuta a mantenere il plug in posizione. Esistono di varie dimensioni, alcuni possono vibrare. A volte usato nel petplay, con una coda attaccata.
  • Ponygirl o Ponyboy: il bottom è vestito con un abito da pony, con un morso e un plug anale con una coda. Gli viene detto di impennarsi o comportarsi come un pony.
  • ProDom / ProDomme: persona che fa il/la dominante come professione, quindi ricevendo un compenso. 
  • Pussy torture: tortura dei genitali femminili.
  • RACK – Rischio consensuale consapevole del rischio, un protocollo di sicurezza usato per determinare l’adeguatezza del gioco BDSM. 
  • Riscaldamento: momento in cui il bottom si prepara per la sessione (dallo stretching prima di una legatura al semplice rilassamento o concentrazione, a seconda del gioco che si sta per fare).
  • Rope-bondage: immobilizzazione del bottom con le corde. Viene dal kinbaku giapponese.
  • Sadico: persona a cui piace infliggere dolore.
  • Sadismo: l’atto di infliggere dolore.
  • Safeword: una parola prestabilita che può essere utilizzata per forzare l’interruzione dell’attività BDSM.
  • Scarica di endorfine: Le endorfine sono sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante. La loro azione è simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee. Scatenata spesso da attività come il sesso o gli sport ad alto rischio, la scarica di endorfine è la risposta del corpo a esperienze intense di determinati tipi. Le attività BDSM, in particolare quelle che prevedono un certo grado di sensazioni, spesso hanno la scarica di endorfine (del bottom) come obiettivo. 
  • Scat play: gioco con le feci.
  • Scena: un periodo di tempo di attività BDSM. Utilizzato anche per fare riferimento alla comunità BDSM (“la scena”).
  • Sensation play: esplorare nuove sensazioni come il caldo o il freddo, essere bendati o carezzati con piume o tessuti.
  • Service-oriented submission / Sottomissione orientata al servizio: eseguire compiti con un riscontro pratico come la pulizia della casa o la cucina per compiacere sessualmente il dominante.
  • Sicuro, sano e consensuale (SSC): un protocollo di sicurezza usato per determinare l’adeguatezza del gioco BDSM. 
  • Slave / schiavo/a: una persona (di solito sottomessa) che consensualmente cede il controllo totale di uno o più aspetti della propria vita a un’altra persona (il master o la mistress).
  • Soft limits: qualcosa che qualcuno è riluttante a fare ma non esclude di provare. Possono essere negoziati prima di giocare con qualcuno e si può decidere di testarli in fase di sessione. 
  • Sottomessa/o, o “sub”: persona che rinuncia al controllo in qualsiasi momento o per un periodo specificato (da non confondere con “bottom” o “slave”).
  • Spanking: l’atto di sculacciare un’altra persona per l’eccitazione o la gratificazione sessuale di una o entrambe le parti.
  • Subdrop: una condizione fisica vissuta da un sottomesso dopo un’intensa sessione di gioco BDSM. 
Subspace
  • Subspace: una condizione psicofisica che un sub (o bottom) ottiene durante una scena. Il bottom può sentirsi disconnesso dal tempo, dallo spazio e / o dal proprio corpo e può avere una capacità limitata di comunicare. È fondamentale che un Dom(me) / top si prenda la responsabilità del sub / bottom e sia consapevole del benessere del bottom se si trova nel subspace. In questo stato mentale il bottom può sentire una profonda risonanza emotiva o una connessione con il top.
  • Switch: persona a cui piace essere fare sia da top che da bottom, nella stessa scena o in diverse occasioni.
  • Tease and denial: mantenere eccitata un’altra persona mentre si ritarda o si impedisce l’orgasmo, per fare in modo che il partner sia in uno stato continuo di tensione e sensibilità accresciuta. 
  • TNG: The Next Generation, la prossima generazione. Un nome comunemente usato da gruppi e organizzazioni che si rivolgono ai giovani interessati nel BDSM, in genere dai 18 ai 35 anni.
  • Top: persona che compie l’azione (in contrasto con il bottom – persona che riceve l’azione). 
  • Topping from the bottom: un bottom che cerca di dirigere le azioni del top.
  • Tortura dei capezzoli: l’atto di provocare deliberatamente dolore ai capezzoli.
  • TPE o Total Power Exchange: una relazione in cui il dominante ha piena autorità e influenza sulla vita del sottomesso, prendendo la maggior parte delle decisioni.
  • Training / Formazione: può riferirsi sia a un breve periodo di tempo (una scena o una sessione di gioco) o a un impegno continuo. La persona dominante insegna qualcosa alla persona sottomessa (una pratica, i protocolli, …).
  • Vanilla: Qualcuno che non è appassionato di BDSM o non lo conosce. Indica anche il comportamento sessuale che non comprende l’attività BDSM. 
  • Wax play / Gioco della cera: Il top fa gocciolare la cera calda sul bottom.